Microprogettazioni

immigrazione
Shkolè

La SPAC, Scuola di lingua Italiana L2 istituita da Caleidos Cooperativa Sociale Onlus, ha l’obiettivo di promuovere integrazione e coesione sociale attraverso percorsi educativi e di confronto. L’attività principale del centro riguarda l’insegnamento della lingua italiana a minori ed adulti con un background migratorio. Tuttavia, la SPAC vuole soprattutto essere un luogo da cui partire per creare sinergie con la città, e al quale tornare per supportare la nascita di una forma autentica di socialità. I metodi di insegnamento si caratterizzano per flessibilità e adattabilità alle risposte degli attori della relazione educativa e al contesto. L’approccio della scuola, infatti, si fonda su di un “meticciato” metodologico che vede la pedagogia freinetiana accanto ai materiali di Montessori e a diverse tecniche di espressione creativa (musicale, grafico-pittorica, plastica, motoria e teatrale).

Coerentemente con questa vision, Caleidos ha deciso di aprirsi alla cittadinanza ed offrire una serie di attività ai bambini e alle famiglie desiderosi di vivere uno spazio di incontro, socializzazione e crescita personale:

1) Doposcuola rivolto ai bambini del quartiere. Con doposcuola intendiamo un ambiente stimolante sotto il profilo socio-educativo che offra una serie di strumenti ed opportunità affinché i bambini possano impiegare il loro tempo libero conciliando lo svolgimento di attività di studio guidato, individuali o in piccoli gruppi, con attività ricreative, ludico-espressive ed educative.

Una delle priorità del doposcuola è quella di mantenere contatti frequenti con le famiglie e con gli insegnanti delle scuole primarie presso cui i bambini sono iscritti (se possibile, in base alla loro collaborazione).

Il doposcuola si struttura nelle seguenti attività:

  1. Accompagnamento e attività di studio guidato (eventualmente azioni volte al recupero disciplinare);
  2. Attività ludico-ricreative, educative;
  3. Attività espressive (laboratori);
  4. Uscite, visite guidate, momenti culturali;
  5. Cura degli ambienti e del materiale utilizzato.;

2) Azioni di rinforzo linguistico per genitori stranieri con un focus sulla “lingua della scuola” (da svolgere insieme ai bimbi). L’obiettivo è quello di rendere i genitori che eventualmente vivono una fragilità linguistica maggiormente partecipi dei percorsi scolastici dei propri figli e agevolare la relazione/comunicazione tra insegnanti e genitori. La non conoscenza della lingua italiana da parte degli adulti ha infatti sovente delle ricadute negative sull’esperienza scolastica dei figli, ai quali vengono delegati compiti di interpretariato linguistico e talora anche mediazione culturale che sono molto faticosi da reggere. Inoltre, la mancanza di strumenti linguistici da parte dei genitori può produrre un’impasse comunicativa fra l’istituzione scolastica e le famiglie, che difficilmente così partecipano alla vita della scuola.

3) Attività di incontro e azioni ricreative per mamme straniere ed italiane. Elemento imprescindibile per integrarsi ed integrare è la presenza di interazioni. Ci si prefigge, dunque, la creazione di momenti laboratoriali guidati e mediati su tematiche di interesse condiviso, come ad esempio: cucina, sartoria, informatica, etc.. rivolto a genitori italiani e non.

Nella maggior parte delle culture, nel passato e nel presente, la donna è la chiave per la trasmissione, all’interno della famiglia d’origine, dei saperi procedurali e dichiarativi dalla cultura stessa. Molte culture sono rappresentate all’interno del nostro tessuto sociale e lo scambio dei rispettivi saperi produce ricchezza sociale e comprensione reciproca. Per attivare lo scambio, tuttavia, è importante fornire alle persone, in questo caso donne, gli strumenti linguistico-culturali per capire, esprimersi e spiegarsi.

Attraverso lo scambio comunicativo e i gesti di tutti i giorni, le donne avviano il cambiamento nella vita quotidiana. Osservando le cose in questo modo, assumiamo la consapevolezza del fatto che le donne sono il segreto del successo dell’integrazione culturale per le loro famiglie e per la loro cultura di origine, se messe in condizione di interagire nel nuovo ambiente.

Per questo progetto si è scelto il titolo Skholé, etimologia greca della parola scuola, traducibile con “tempo libero”, dedicato allo svago della mente, cioè lo ‘studio’

Velomodena

Formazione professionale e accompagnamento al lavoro di giovani neet e stranieri richiedenti asilo nel campo dell’assemblaggio, personalizzazione e manutenzione di mezzi meccanici leggeri per la mobilità.

Progetto finanziato dalla Regione Emilia Romagna e realizzato in partnership con le associazioni: Amazzonia Sviluppo Onlus, Acli, Auser, Insieme a noi, Civibox e Una mano alla città.

Il progetto ha l’obiettivo di:

  • formare e sostenere nella ricerca di occupazione giovani disoccupati, italiani e stranieri richiedenti asilo;
  • trasmettere loro conoscenze di base e addestramento pratico nel campo della meccanica, elettrotecnica e informatica;
  • fornire un rinforzo nella conoscenza della lingua italiana e della terminologia inerente le attività lavorative nel campo della meccanica semplice e dell’elettromeccanica;
  • prestare particolare cura alla crescita personale dei corsisti attraverso un processo continuo di accompagnamento per il rinforzo dell’autostima, della spinta motivazionale, della responsabilizzazione;
  • favorire lo sviluppo di competenze relazionali dei corsisti, chiamati ad agire in contesti lavorativi strutturati;
  • fornire un accompagnamento nell’approccio al mondo del lavoro concordando con l’azienda ruoli e modalità di inserimento.

Il corso è costituito da tre edizioni da 12 partecipanti l’una, per un totale di 36 corsisti formati e in grado di entrare nel mondo del lavoro. La metà di essi sono richiedenti asilo giunti nel Comune di Modena attraverso i sistemi di accoglienza Mare Nostrum e Sprar; l’altra metà è individuata, da tutti i partner della rete, tra i giovani italiani che hanno abbandonato gli studi e non hanno ancora trovato lavoro, con particolare attenzione a chi vive situazioni di fragilità e marginalità.

Ogni edizione dura tre mesi e si sviluppa in diverse fasi, vi è un primo incontro di socializzazione che ha l’obiettivo di favorire la conoscenza e la nascita di relazioni tra i corsisti (3 ore), a seguire vi è un corso base di lingua italiana tenuto dall’associazione “Una mano alla città” (20 ore). La parte centrale del corso, nonché quella più importante, riguarda il modulo di ciclomeccanica vero e proprio (108 ore), tale formazione è tenuta da 3 ciclomeccanici affiancati, durante ogni lezione, da una insegnante di Caleidos. L’ultima parte riguarda invece il modulo base di informatica (40 ore), tenuto dall’associazione Civibox.

Il progetto è iniziato ad ottobre 2018 e terminerà ad ottobre 2019.

Dove siamo

Via Brasili 91, Modena MO

Telefono

+39 059 366 310

Fax

+39 059 314 244

© 2019 Caleidos Cooperativa Sociale Onlus. P.iva. 01663020368 | Privacy | Cookies | Credits

Dona il tuo 5 X 1000 a Caleidos. Codice Fiscale 01663020368